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Festival della Letteratura indipendente

FLiP 2026

Quest’anno il FLIP torna, ma lo fa in un modo nuovo. Per la prima volta, dopo tutte le edizioni precedenti a Pomigliano d’Arco, il festival si terrà a Casalnuovo di Napoli. Una scelta che non nasce da una nostra iniziativa, ma da una necessità: di fronte a condizioni e limitazioni che nulla avevano a che fare con la cultura o con il merito del progetto, abbiamo deciso di non piegarci e di continuare, altrove, a fare quello che sappiamo fare da sei edizioni.

Ed è per questo che quest’anno lo ribadiamo con ancora più forza: il FLIP è libero e indipendente, e lo dimostra attraverso i libri e gli autori che porta ogni anno sul palco.

Anche in questa edizione il festival si articola, come sempre, in due programmi paralleli: FLIP Adulti e FLIP infanzia.

Il FLIP infanzia attraversa quest’anno il tema dell’incontro e della scoperta, tra storie che abbracciano, albi illustrati che arrivano da tutto il mondo e grandi domande sull’universo. Tra gli autori e le autrici presenti: Nicoletta Costa, Heinz Janisch, Joe Todd-Stanton, Bruno Tognolini, l’astrofisico Giovanni Covone e l’autrice coreana Lee Kyung-Kug.

Il FLIP Adulti propone quattro giornate dedicate al tema dell’Immortale, tra incontri, presentazioni e riflessioni sulla letteratura come sfida al limite e alla finitudine. Tra gli ospiti principali: Alessandro Baricco, Irvine Welsh, Bae Suah, Kevin Barry, Maylis de Kerangal, Giorgio Vasta e Antonio Moresco.

Tutti gli eventi del FLIP 2026 sono gratuiti e a ingresso libero.

Il Luogo - Palazzo Salerno - Lancellotti di Durazzo

Il Palazzo Lancellotti di Durazzo sorge a Casalnuovo di Napoli, dove Bartolo Rendina fondò il feudo di Licignano nel 1534. Nato come masseria fortificata per la lavorazione dei prodotti agricoli, fu trasformato nel vero e proprio palazzo baronale nel 1780, per volere del duca Gennaro Maria Salerno e su progetto dell’architetto Salvatore Lanzetta. Passato nell’Ottocento alle famiglie del Balzo di Presenzano, Anfora e infine Lancellotti Durazzo, l’edificio — caratterizzato da una corte aperta, un giardino murato con belvedere e un’imponente facciata barocca in piperno lunga circa 40 metri — ha attraversato un lungo periodo di declino dopo l’Unità d’Italia. Un intervento di restauro ne ha oggi recuperato la struttura, trasformandolo in un polo dedicato a cultura, arte e artigianato, sede della Fondazione Lancellotti.

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